6 pratiche per lasciare andare la paura

mindfulness per la paura

6 PRATICHE PER lasciare andare la paura

Scrissi questo articolo quasi un anno fa, dopo aver parlato con una mia amica che aveva appena partorito un bimbo prematuro ed era preoccupata e impaurita riguardo al futuro. Per qualche ragione, non l’ho mai pubblicato. In questi giorni, avendo ricevuto svariate richieste d’aiuto da persone che come me si trovano nelle zone rosse di contagio del coronavirus, ho deciso infine di pubblicarlo. Ve lo propongo sperando che possa aiutarvi a trovare un po’ di conforto e pace nonostante la tempesta. Ricordandovi che la felicità è contagiosa e più la contattiamo dentro di noi, più possiamo portarla a tutti gli altri.

che cos’è la paura

La paura è uno stato mentale. Gli stati mentali hanno le stesse qualità dell’energia e proprio per questo sono fluidi, passeggeri, inconsistenti.

Esistono stati mentali positivi e stati mentali negativi e una caratteristica della mente è che non può provare nello stesso momento stati mentali di natura opposta. Se siamo tristi, per intenderci, non possiamo essere anche felici.

Possiamo pensare agli stati mentali come a dei semi e alla nostra mente come a un campo fertile. Sta a noi decidere quale seme piantare e curare affinché cresca e germogli. Più scegliamo semi di natura positiva e più la nostra mente si inclinerà naturalmente verso quel tipo di energia. Un dettaglio di cui tener conto, tuttavia, è che gli stati mentali negativi/distruttivi hanno una presa molto più forte rispetto a quelli positivi, perché la mente, essendo progettata per la sopravvivenza, tende naturalmente al peggio. Ci sono diversi studi scientifici che dimostrano come la mente tenda a dimenticare quasi immediatamente stati mentali positivi e sia per questo necessario fermarsi per più di trenta secondi ad assaporare la gioia, oppure la felicità, o l’amore per creare un’abitudine a inclinare la mente verso il positivo.

Sebbene gli stati mentali siano passeggeri e inconsistenti, per la nostra mente sono reali e permanenti. Essa tende infatti a identificarsi con essi fino al punto di dimenticare la propria vera natura, che è invece pura, cristallina, pacifica. Più forte è l’identificazione e più grande la sofferenza.

Quando proviamo paura, noi diventiamo la paura e pensiamo che la nostra realtà sia solo quella. In realtà la paura va e viene, proprio come qualsiasi altro stato mentale, ci attraversa e poi si dissolve. Se riusciamo a vedere questo processo, riusciamo anche a lasciare andare. Più ci aggrappiamo alla visione limitata e condizionata dallo stato mentale in cui ci troviamo, e più soffriamo.

Ognuno di noi è l’unico proprietario e l’unico padrone della propria mente. Non esistono cause e condizioni più forti di noi. Ciò significa che possiamo essere tristi o felici indipendentemente da ciò che avviene attorno a noi. Si tratta sempre di una scelta (anche quando apparentemente non lo è): siamo artefici e non vittime.

mindfulness per la paura

Cosa succede quando abbiamo paura? Un evento esterno scatena la paura che è già presente in noi. Immediatamente quello stato mentale ci pervade e noi ci identifichiamo con esso. Diventiamo la paura e non vediamo altre possibilità perché tutto il nostro campo visivo è fatto di paura. Questo stato è così forte da farci dimenticare che in realtà la paura è passeggera come qualsiasi altro stato mentale.

È interessante riconoscere come la paura non abbia nulla a che vedere con qualcosa di esterno, bensì abbia origine solo in noi stessi. Se non avessimo in noi il seme della paura, essa non potrebbe germogliare. E ancora, se non innaffiassimo, curassimo e coltivassimo questo seme, essa non potrebbe prosperare e crescere così rigogliosamente.

Pensate ad esempio a una persona che ha paura dei cani. Avete mai provato a convincerla del fatto che il vostro cane è bravissimo e non le farà mai del male? Qualsiasi argomento utilizziate per convincerla, non avrà alcuna presa su di lei, perché quella persona, in realtà non vede il vostro cane, vede solo la sua paura inconscia del genere “cane”, legata a ricordi, o fantasie traumatiche.

Se la paura dipendesse dagli oggetti esterni, avremmo tutti le stesse paure. Ognuno di noi, invece, reagisce in modo diverso alla paura.

6 pratiche per lasciare andare la paura

Allenare la mente a inclinarsi verso stati mentali positivi 

Avendo compreso che è il nostro pensiero a creare il nostro stato mentale e non le circostanze esterne, comprenderemo anche che più la nostra mente è focalizzata su stati mentali negativi e più diventerà terreno fertile per la paura (che è alla base di tutti gli stati mentali negativi).

La mente è come un muscolo e in quanto tale va allenato. Più alleniamo la nostra mente a focalizzarsi sugli stati mentali positivi, più la incliniamo verso un’abitudine che ci tornerà utile nel momento del bisogno.

Per questo tipo di allenamento è necessario un certo grado di consapevolezza. La consapevolezza ci aiuta a osservare la natura dei nostri pensieri e lasciare andare tutto ciò di cui non abbiamo strettamente bisogno: giudizio, critica, rigidità, insicurezza, chiusura, cattiveria, avversione, malevolenza, paura, tristezza, cupidigia, bramosia, ansia, angoscia, preoccupazione…

mindfulness per la paura

Impariamo a inclinare la nostra mente verso stati mentali positivi più volte durante il giorno e la nostra mente, da sola, riuscirà poi ad accedere a questi stati mentali quando ne avremo più bisogno.

Possiamo svolgere questo esercizio domandandoci più volte durante la giornata a che cosa stiamo pensando e osservando se stiamo seminando emozioni afflittive, oppure emozioni positive. Nel caso in cui stessimo seminando emozioni negative, evitiamo di giudicarci e cerchiamo di spostare l’attenzione altrove facendo un bel respiro e un passo indietro. Noi non siamo quelle emozioni. Possiamo scegliere ora di lasciarle andare. Un respiro.

Dare un nome alle nostre paure

È importante capire che cosa esattamente ci provoca paura. Abbiamo paura di parlare in pubblico, ad esempio. Bene, che cosa esattamente ci spaventa a riguardo? Il giudizio degli altri? La paura di non ricordare cosa dire? Di non essere abbastanza bravi?

Conoscere il nostro ‘nemico’ è il primo e fondamentale passo per poterlo sconfiggere.

Poniamoci quindi delle domande precise e ascoltiamo le risposte che sorgono spontanee dentro di noi. Cerchiamo di essere il più precisi possibile.

Una volta compreso quale sia l’oggetto della nostra paura, interroghiamoci sempre più profondamente sulle ragioni di tale paura. Per esempio: ci spaventa parlare in pubblico perché temiamo il giudizio altrui. La domanda successiva diventa quindi: perché temiamo il giudizio altrui?

Continuiamo a indagare con attenzione sulla natura della nostra paura, fino a scomporla in tanti piccoli pezzi e arrivare a scoprire che ha una natura forse diversa da ciò che avevamo pensato all’inizio…

Praticare l’amore e la benevolenza

Lo stato mentale opposto alla paura è l’amore. Lo puoi ben capire da questo grafico:

PAURA
Contrazione
Rigidità
Insicurezza
chiusura
freddo
paralisi

AMORE
espansione
distensione
Fiducia in sé stessi
apertura
caldo
Movimento fluido

Come abbiamo già detto, non possiamo provare nello stesso momento due stati mentali di natura opposta, quindi ogni volta che proveremo amore, non potremo provare paura. Ecco come praticare l’amore nel concreto:

  • Notare tutte le piccole meraviglie che sono presenti nella nostra giornata e ringraziare. Siamo vivi, abbiamo un tetto sulla testa, abbiamo la possibilità di leggere e istruirci, l’acqua corrente in casa, le scarpe con cui poter camminare, respiriamo…
  • Ripeterci più volte al giorno: ‘va bene così!’ e lasciare andare tutti i giudizi e le critiche verso noi stessi.
  • Lasciare andare i pensieri di odio, avversione, malevolenza diretti verso noi stessi (il senso di colpa ne fa parte) ed esercitare la nostra naturale propensione al perdono: ‘va bene così, ho fatto il meglio che potessi fare in quel dato momento e va bene così’.
  • Praticare il lasciare andare in generale: alleniamoci a svuotare le nostre vite anziché riempirle. Lasciamo andare tutto ciò che non è necessario, tra queste anche il desiderio di avere o essere qualcosa di diverso da ciò che siamo, perché è proprio questo desiderio a causare la nostra infelicità. Qui trovi una traccia audio guidata che ti aiuterà a lasciare andare.
  • Notare ogni volta in cui ci lamentiamo di qualcosa e sforzarci di trovare piccoli attimi di gentilezza anche in attività, o persone che non ci piacciano.

Più incliniamo la nostra mente verso la benevolenza e più accettiamo la realtà per quello che è. L’accettazione è la chiave per la felicità. Accettare significa lasciare andare tutto ciò che non ci serve e rilassarci nel momento presente, qualunque esso sia.

Praticare la meditazione di Gentilezza Amorevole, Mettā

Il Buddha insegnò questa pratica ai suoi monaci, che erano tornati dal ritiro nella foresta terrorizzati dagli spiriti che la abitavano. È una meditazione molto semplice, che nasce come antidoto alla paura e agli stati mentali afflittivi. Per praticarla ti basta sedere in un luogo tranquillo e ripetere un mantra nella tua lingua natale che ti aiuterà a connetterti con le buone qualità già presenti nel tuo cuore. Qui trovi una guida dettagliata a questa pratica e una traccia audio guidata gratuita che puoi scaricare per praticare in autonomia.

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Prenderci cura di noi stessi

Prenderci cura di noi stessi significa riconoscere che abbiamo paura e smetterla di giudicarci per questo. Significa accettare con grande compassione che è nella natura umana il fatto di avere paura e tuttavia possiamo decidere in ogni momento di interrompere questo pensiero. Perché il pensiero è appunto solo un pensiero e la paura solo un’emozione. Non sono la condizione permanente del nostro essere.

Possiamo prenderci cura di noi stessi facendo cose belle, che ci piace fare. Coltivando la bellezza anche nei piccoli gesti quotidiani: un caffè bevuto osservando un bel tramonto, il sorriso di nostro figlio, una gita in bicicletta, una passeggiata all’aria aperta, un buon libro…

Costelliamo la nostra giornata di piccoli gesti di cura verso noi stessi e rallentiamo. Non c’è nessuno che ci corre dietro, possiamo scegliere di godere per qualche istante della meravigliosa opportunità che abbiamo in questo momento di essere vivi.

mindfulness per la paura
Praticare sport e attività fisica

Lo sport aiuta a essere più positivi perché aumenta la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere. Grazie alla produzione di endorfine ci sentiremo naturalmente più leggeri, potenti e rilassati.

La paura è impermanente, come ogni cosa presente su questo pianeta. Oggi c’è, domani non più. Sta a noi scegliere quanto e come vogliamo relazionarci a essa. Sta a noi scegliere se venirne dominati, o accettarla per dissolverla. Non è difficile né complicato. La nostra mente è spaziosa, luminosa e molto potente, dobbiamo solo ricordarcelo e avere fiducia nella nostra capacità di essere felici proprio qui, proprio adesso, con qualsiasi cosa ci sia.

Spero che questi consigli ti siano stati utili. Se hai voglia di metterli in pratica, fammi sapere come è andata con un messaggio. Buona pratica!

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